08 giugno 2022

F&S 16 - LA SERIE ORDINARIA "LA DONNA NELL'ARTE" E GLI "ALTI VALORI"


ITALIA


LA SERIE "LA DONNA NELL'ARTE"

E GLI "ALTI VALORI"


PREMESSA

La serie delle donne nell'arte è nata nel 1998, in seguito all'esigenza di disporre di nuovi francobolli da sostituire alla serie dei castelli d'Italia, nata 18 anni prima con la lunga emissione del 1980, poi integrata negli anni fino al 1992. La decisione ufficiale per la nuova emissione è stata pubblicata nella gazzetta ufficiale n.157 del 8 luglio 1998.


Bozzetto non approvato


La prima serie è composta da 5 francobolli, con facciale da 100 L., 450 L., 650 L., 800 L. e 1000 L., pensati per coprire la tariffa standard per l'interno (800 L.), per l'estero (900 L. con due pezzi da 450 L.) e per offrire complementi di affrancatura. Era intenzione delle poste di stampare anche francobolli di più alto valore, in modo da avere una serie completa sostitutiva anche degli alti valori ordinari - anch'essi ormai "vecchi" di quasi vent'anni - ma ciò non avvenne; si deve aspettare il 2002 per vedere nuovi alti valori, che mantengono lo stile dei vecchi, con la differenza del facciale in euro.


Bozzetto non approvato


Nel 1998 veniva definito il valore di cambio tra la lira e la nuova moneta, che sarebbe entrata in uso nel 2002, perciò le poste ristamparono, a partire dal gennaio 1999, la serie delle donne nell'arte, aggiungendo il valore in euro, e da quel momento anche tutti gli altri francobolli ebbero il facciale espresso nelle due valute. Nei due anni seguenti non ci sono integrazioni della serie e, nel frattempo, il francobollo da 800 L. / 0,41 € diventa assai comune; si deve aspettare il gennaio 2002, con l'introduzione della nuova moneta, che diventa unica valuta valida in Italia due mesi dopo, per vedere nuovi francobolli e nuove donne.


Bozzetto non approvato


La politica delle poste nel 2002 è quella di stampare, già dal gennaio 2002, francobolli con facciale espresso esclusivamente in euro, e il 2 gennaio sommerge tutti i collezionisti filatelici di ben 19 diversi francobolli ordinari, tra cui 7 dedicati alle donne nell'arte. Per 3 di questi si tratta di una semplice ristampa di valori precedenti, con l'unica differenza del facciale: il 100 L. diventa 0,05 €, il 450 L. diventa 0,23 €, l'800 L. diventa 0,41 €. La nuova emissione in euro presenta in tutti e tre lo stesso disegno degli emessi nel 1998 e 1999, ed è un bene, perché, con le difficoltà ad abituarsi alla nuova moneta, almeno si conosce ormai bene il profilo disegnato da Raffaello Sanzio e si sa che è con quello che si devono affrancare lettere di primo porto e cartoline, anche se reca la scritta di 0,41 €.


Bozzetto non approvato

I sette francobolli dell'emissione di gennaio però non sono gli unici previsti dell'anno; per fornire tutti i possibili complementi di affrancatura nella nuova moneta vengono stampati anche i valori da un centesimo, da due e da venti, con disegni inediti, tutti emessi il primo marzo 2002. Il 2003 non porta nuovi soggetti, ma piuttosto le ristampe di quelli degli anni precedenti, modificati nel millesimo con l'aggiunta della sigla "S.p.a.". 


Bozzetto non approvato

Nel 2004, gli aggiornamenti delle tariffe richiedono nuovi tagli di francobolli, soprattutto per le tariffe più comuni: nascono così i francobolli da 45, 65, 70, 85 e 90 centesimi, emessi in date diverse tra gennaio e luglio 2004. Il 2004 sarà l'ultimo anno a vedere nuove emissioni di questa serie: a maggio del 2006 viene abolito il servizio di posta ordinaria e la tariffa minima per spedire una lettera sale a 60 centesimi. I nuovi francobolli ordinari diventano quindi quelli di posta prioritaria.


Bozzetto non approvato


IL DIBATTITO

L'8 luglio 1998 la quinta serie ordinaria di francobolli della repubblica Italiana denominata "Castelli d'Italia" è messa in pensione, dopo quasi 18 anni da quel 22 settembre 1980 in cui vide ufficialmente la luce. Viene infatti sostituita dalla nuova serie dedicata alla "Donna nell'arte". Il dibattito sull'allestimento di una nuova ordinaria che andasse a sostituire i "Castelli" era iniziato alla fine del 1995, ma il progetto si concretizzò nella riunione della Consulta per la filatelia del 18 novembre 1996. Il soggetto prescelto fu «la donna nell'arte», cioè figure femminili nelle opere d'arte prodotte in Italia dall'antichità preclassica ai nostri giorni. 


Prove di stampa 


Come venne dichiarato, «...l'idea delle figure femminili nell'arte italiana si ispira alla concezione di quelle figure di donna che nell'antichità, così come in epoca moderna, hanno segnato e segnano indelebilmente l'arte nel nostro Paese e spesso simboleggiando, anche grazie alla mirabile opera interpretativa di artisti sommi, momenti fondamentali della nostra storia.» Il 21 aprile 1997 la Giunta d'arte approvò il progetto e nominò una commissione ristretta per realizzarlo. La commissione selezionò le opere da riprodurre: fu fatta una selezione diacronica in base a criteri estetici, storico-culturali e geografici, tenendo anche presenti i vari supporti e le tecniche delle opere d'arte. Questo lavoro si tradusse nella scelta di 23 opere.


I soggetti prescelti per la serie "Donna nell'Arte"

La commissione ristretta voluta dalla Giunta d'arte si occupò anche del progetto grafico e delle tecniche di stampa al fine di «realizzare una serie moderna, con contenuti di tecnologia avanzata, ma di gusto classico». Per giungere alla realizzazione definitiva si passò attraverso la ricerca di diverse soluzioni, con prove, studi e bozzetti preparatori, molti dei quali avevano ormai le caratteristiche di esecutivi. Si scelse di incorniciare solo parzialmente le figure femminili con una decorazione formata dalle stilizzazioni della spiga di grano, del ramo d'ulivo e del tralcio di vite, colture tradizionali del nostro paese.  


Prove di stampa


La serie, come risulta nella sua versione definitiva, appare curata, elegante e graficamente ben riuscita e coerente. Naturalmente, come sempre, non mancarono le critiche: una di queste riguardava la mancanza di didascalie che identificassero l'opera e l'autore. All'epoca fu detto che la serie non voleva proporre singole opere d'arte, ma volti femminili universalmente intesi, colti dagli occhi di artisti nell'arco di secoli, come una rappresentazione senza tempo dell'eterno femmineo.


Prove di stampa


DECRETO DI EMISSIONE

Finalmente arriva il decreto del Ministero delle Comunicazioni del 7 maggio 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 124 del 30 maggio dello stesso anno, che autorizza l'emissione di una serie di francobolli ordinari denominata "La donna nell'arte". Con il successivo decreto del 2 luglio 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 157 dell'8 luglio 1998, sono stabilite le caratteristiche tecniche dei primi cinque francobolli e della cartolina postale per l'interno.


Prove di stampa


Il titolo del decreto recita: «Emissione di interi postali ordinari e caratteristiche tecniche di cinque francobolli e di una cartolina postale per l'interno appartenenti alla serie ordinaria "La donna nell'arte".» L'articolo 1 esordisce: «E' emessa una serie di francobolli ordinari, denominata "La donna nell'arte", nei valori di L. 100, L. 450, L. 650, L. 800 e L. 1000.» L'articolo 2 consiste in quest'unica affermazione: «E' autorizzata l'emissione di una serie di interi postali ordinari appartenenti alla serie ordinaria denominata "La donna nell'arte".» L'articolo 3 si occupa cella cartolina postale: «E' emessa una cartolina postale per l'interno appartenente alla serie ordinaria denominata "La donna nell'arte", nel valore di L. 800.»


Prove di stampa


CARTA E DENTELLATURA

«Detti francobolli sono stampati su carta fluorescente non filigranata, per i valori di L. 100, L. 450 e L. 650; su carta fluorescente, filigranata con stelline a cinque punte disposte a tappeto su tutto il foglio, per i valori da L. 800 e L. 1000; formato carta: mm 25,4 x 30; formato stampa: mm 21,4 x 26; dentellatura: 14 x 13.» Se la misura della dentellatura indicata dal decreto è stata per lo più rispettata nei primi anni, non coincide tuttavia con la dentellatura che misurano i filatelisti. Per questa emissione i cataloghi indicano inizialmente 14¼ x 13 ¼, anche se 14¼ è una misura arrotondata per eccesso e 13¼ invece lo è un po' troppo per difetto. La dentellatura era applicata con un perforatore a pettine verticale che si muoveva dall'alto verso il basso.


Prove di stampa


Una battuta del perforatore fustellava 185 fori orizzontali, dei quali 181 propriamente pertinenti ai francobolli e 4 fori "d'invito", due sul bordo sinistro del foglio e due su quello destro, per agevolare la separazione. 19 erano invece gli aghi del perforatore disposti sugli undici segmenti verticali che perforavano i lati verticali dei francobolli. In pratica i "dentelli" che circondano i lati dei francobolli per i primi anni sono 18 x 20, cioè 18 "denti" sui lati corti (orizzontali) e 20 sui lati lunghi (verticali). Le cose cambieranno quando la produzione di questi francobolli passerà alle nuove macchine Goebel, la "brm-t 350 p" e la "brm-s 350 p", a partire dagli ultimi mesi del 2003.


Prove di stampa


STAMPA

«I francobolli sono stampati in rotocalcografia, per i valori da lire 100, 450 e 650, in calcografia, per i valori da lire 800 e 1000.» Per la realizzazione del bozzetto si optò, dopo varie e diverse soluzioni prese in considerazione, per la riproduzione monocroma al tratto, per uniformare esteticamente i francobolli stampati in calcografia da quelli stampati in rotocalcografia.










FOGLI

«I fogli sono composti ciascuno di cento esemplari. Sulla cimosa, lungo tutto il lato superiore e inferiore del foglio e sul lato sinistro in corrispondenza del francobollo posto sulla prima, seconda, nona e decima fila, è riprodotta la stessa cornice decorativa che figura sul francobollo raccolto nel foglio.» Tale cornice, proveniente dall'ornato posto sul bordo superiore del foglio, è riprodotta sopra il titolo di questa pagina.


Foglio di 100 esemplari


VIGNETTE

«Le vignette sono così composte: entro elementi decorativi a cornice, costituiti dalle stilizzazioni della spiga di grano, del ramo di ulivo e del tralcio di vite che caratterizzano il ceppo mediterraneo delle origini della civiltà del paese, è rappresentata l'immagine di una figura femminile nelle diverse epoche storiche. La figura femminile e gli elementi decorativi sono realizzati con tecnica di stampa a "tratto" e in colori delicati variabili, dichiarati. 




Il valore facciale e la legenda "Italia" sono posti in basso, rispettivamente a destra e a sinistra della vignetta, e riprodotti in colore nero, utilizzando il carattere "lapidario" con il quale tale legenda è incisa su una tavola bronzea romana, nota come "iscrizione di Ferentino" (101-102 d.C.), ritrovata sul Colle del Quirinale nel 1558 e attualmente conservata presso il Museo archeologico di Firenze. Nei valori facciali bassi, fino a L. 800 escluso, oltre i colori variabili dichiarati, è utilizzata la vernice "interferenziale", con dei pigmenti di recente introduzione, con una tecnologia fortemente innovativa, invisibile e con effetto cangiante verso l'oro a seconda dell'angolo di osservazione.»

(fonte: wiki.ibolli.it)


Foglio di 100 esemplari